Lo spazio del desiderio

Laboratorio, galleria d’arte, showroom, casa… l’incontro con Cristina, raffinata tessitrice e colta collezionista di arte decorativa, ci ha permesso di penetrare e scoprire lentamente il complesso mondo delle arti applicate, quel confine in cui l’arte e il design incontrano l’handmade tradizionale e contemporaneo, con i suoi pezzi unici e rari, le sue variegate sfumature e inaspettate fatture, dietro cui si aprono vite e storie di artisti straordinari noti e meno noti che richiamano i sapori e gli umori delle proprie terre.

Un luogo di culto e di conoscenza, di acquisto pregiato, consapevole e mirato che nel cuore del rione Monti a Roma, ha saputo, con il suo charme, attraversare le sponde dell’Oceano Atlantico, conquistandosi le pagine del New York Times…

 

Una grande responsabilità dunque, quella di restituire l’anima di questo Spazio Artigiano, rinnovandone gli ambienti, esaltandone il dettaglio, trasformandolo in contenitore nobile senza risultare però invadente. Protagonisti, infatti, gli oggetti, individualmente con il proprio respiro, connessi gli uni agli atri in un viaggio tra affinità elettive e amorevoli corrispondenze.

 

La ricerca di una danza di colori e forme che potesse armonizzare il paesaggio di ceramiche, vetri, tessuti naturali, gioielli, accessori e complementi d’arredo, è stato il nostro movimento ispiratore, partendo dalla riedizione di pezzi d’epoca abbiamo creato dei mobili contenitori illuminati a led, che fossero parte integrante delle pareti e al contempo quasi elementi del coro, deputati a raccontare gli oggetti, restituendone impressioni e suggestioni estetiche.

 

Lavorando sui colori a toni bassi, abbiamo creato un percorso cromatico che coinvolgesse il fruitore in una visione compartimentale non dettata però dalla categoria ma dalla declinazione degli abbinamenti dei diversi manufatti, in modo squisitamente trasversale da renderne chiaro e coinvolgente il dialogo.

 

Ma soprattutto abbiamo reso intimo e al contempo centrale lo spazio dedicato ai due telai fulcro del locale, in cui Cristina, tra i rocchetti di filo a vista, crea i suoi incantevoli tessuti disegnando il tempo nell’arco delle sue giornate. Accanto e intorno, un salottino da atelier per accogliere e parlare. Mentre un arco-boiserie separa senza soluzione di continuità, queste due aree di artigianato artistico e laboratorio.

 

Sul fondo, seguendo l’intuizione dello scenografo catalano Mariano Fortuny y Madrazo, a Palazzo Fortuny a Venezia, abbiamo utilizzato tende, e le stesse creazioni di Cristina, come morbide quinte sospese su cui altri elementi potessero prendere vita, in una composizione artistica a più livelli.

 

La vetrina allestita come prosieguo dell’interno di un’abitazione, angolo intimo di una camera, ci invita ad entrare e a scegliere tra queste creazioni preziose, il nostro desiderio.