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Sulle tracce di un matematico

A Urbino, nella via intitolata a Federico Barocci, il cinquecentesco pittore urbinate più importante dopo Raffaello, è situato il palazzetto che appartenne a Federico Comandino, matematico. Proprio qui egli volle, nel 1575, dare alle stampe – per la prima volta da lui tradotti dal greco – i quindici libri degli Elementi di Euclide e, non trovando una stamperia che potesse soddisfare le sue esigenze, ne organizzò una proprio nei locali a terra del suo palazzo.

Nella sala di ingresso, dove campeggia un camino in marmo rosso, due pannelli ricordano la biografia di Federico Comandino, ospite d’eccezione per i nuovi visitatori della città ducale.

 

L’appartamento, sito nel piano nobile, lo abbiamo progettato nel 2019 come struttura di accoglienza B&B. Fra le stanze che costituiscono l’alloggio due si affacciano su via Barocci e offrono un indimenticabile scorcio (ripreso dal pittore in alcuni suoi quadri come segno di identità) del Palazzo Ducale e dei suoi mirabili torricini. Di seguito l’apertura sul paesaggio restituisce un senso di serenità e benessere.

 

Gli interni e i loro arredi evocano l’armonia dei solidi regolari o platonici (costruiti con facce date da poligoni regolari e tali da essere tutte uguali fra loro), un tema che dall’antichità ad oggi ha affascinato architetti e artisti per le possibili relazioni fra questi e la struttura della terra. Nel tentativo di misurare e rappresentare il mondo, scoprire le sue regole si è arrivato alla sezione aurea, riconosciuta come ideale di bellezza e armonia; molto frequente in natura viene ricordata nell’appartamento con la riproduzione di due conchiglie.

 

Nella stanza dell’alcova, caratterizzata da un grande arco in pietra con stemma araldico, abbiamo riscaldato l’ambiente collocando sulle pareti una scelta di stoffe preziose che interpretano in chiave modernista le antiche tappezzerie del palazzo rinascimentale. Siamo stati influenzati per questa scelta dall’eleganza delle stanze del veneziano Palazzo Fortuny, arredate dallo scenografo di origine spagnola con la sovrapposizione di tessuti da lui stesso progettati.

 

Una serie di fonti luminose valorizza l’architettura preziosa dell’antica residenza, fra queste una lampada a muro ispirata al design dell’architetto Giancarlo De Carlo: un omaggio a chi ha contribuito all’immagine contemporanea di Urbino con la progettazione dei Collegi Universitari e di nuovi quartieri. Posta davanti alla finestra, su una pedana, la vecchia poltrona da cinema offre uno spettacolo vivo e sempre nuovo. Il dialogo con Palazzo Ducale è rappresentato da una serie di fotografie che isolano dettagli floreali dei suoi decori in pietra e stucco.

 

Nella stanza a fianco, che svolge il tema della fortuna della geometria e della sua influenza sul Rinascimento Urbinate, abbiamo scelto di riprodurre due particolari del quadro attribuito a Jacopo Dei Barbari conservato a Napoli: la mano di Luca Pacioli che mostra il legame che unisce il suo libro De Divina Proportione al XIII libro degli Elementi di Euclide e un icosaedro di cristallo che contiene i riflessi della Città ideale, confermando così la collocazione dei due dipinti in una stessa sala del Palazzo Ducale. Sulla parete opposta è stata riprodotta in tridimensione la figura del cubo come compare nella pagina introduttiva di uno dei libri degli Elementi, pagina collocata a fianco ingigantita dentro una cornice. Uno specchio ovale, sistemato alle spalle dell’armadio-guardaroba riproduce all’interno parte della visione della finestra che abbiamo avuto cura di circondare con decorazioni vegetali per restituire l’idea di un esterno.

 

Il cuore dell’appartamento è rappresentato dalla cucina-sala da pranzo. Il recupero di arredi vintage si inserisce in una tendenza di sostenibilità dando nuova vita a oggetti carichi di storie pregresse. La sala da pranzo si affaccia sulla corte interna del palazzo; per allargare il punto di vista tre grandi fotografie restituiscono il senso della spazialità del paesaggio che circonda Urbino.