Jesolo nelle 4 stagioni
“Colui al quale la natura prende a svelare il suo aperto segreto prova un desiderio irresistibile della sua più degna interprete, l’arte”
Johann Wolfgang von Goethe
Ci sono acquerelli e acquerelli. Spesso, quando si sente questa parola, l’immaginazione corre a qualcosa di familiare e casalingo, un passatempo piacevole ma senza grandi ambizioni. Un’idea parziale, e decisamente fuorviante. L’acquerello naturalistico, ad esempio, è un modo bellissimo di osservare la natura e di renderla accuratamente nel disegno, nei colori, nelle trasparenze, in una fedele rappresentazione dal vero.
Al JMuseo di Jesolo, un edificio molto particolare con la sua geometria triangolare, il lucernario che porta luce naturale ai piani, la terrazza panoramica da cui si vedono insieme il mare e la laguna, è in corso un’esposizione dedicata alla Laguna di Venezia e alle Valli di Jesolo.
Oltre cento opere tra dipinti, acquerelli e taccuini, del collettivo Ars et Natura, sei artisti naturalisti coordinati dall’ornitologo Fernando Spina, tra cui Federico Gemma, uno dei nomi più riconosciuti nell’arte naturalistica contemporanea. Il lavoro nasce da esperienze dirette sul campo: osservazioni dal vero, studi sulla luce, appunti sul comportamento animale in un percorso che con rigore scientifico e tanta sensibilità artistica, pone al centro uno degli ecosistemi più fragili e complessi del Mediterraneo.
Il percorso si articola in quattro ambienti, uno per ogni stagione, ognuno con palette e atmosfera distinte. Il rosso mattone dell’estate evoca i tramonti sulla laguna, il blu dell’inverno il silenzio del mare fuori stagione, il verde tenero della primavera quello delle prime foglie, i rami spogli dell’autunno la loro essenzialità.
I tamburati, appoggiati alle pareti esistenti in modo da preservarne l’integrità, diventano superfici stampate trattate come boiserie di una vecchia casa inglese, con la sua delicata carta da parati che crea un’atmosfera accogliente, come se ci si affacciasse in un salotto abitato e da un momento all’altro potesse entrare da una porta a vetri (ma anche quella è una stampa!) l’elegante proprietario.
La luce è uno dei temi su cui il progetto ha lavorato con attenzione restituendo, tra le altre cose, quella trasparenza particolare della laguna, dove aria e acqua si confondono, attraverso un lightbox che ne ricrea l’atmosfera; i cavalletti che reggono i pannelli esplicativi sono quelli da pittore, gli stessi che si portano en plein air, un rimando diretto alla pratica sul campo che è il cuore della ricerca degli artisti in mostra. Le teche raccolgono gli strumenti degli acquarellisti: pennelli, pigmenti e soprattutto i taccuini, sketchbook preziosi e personali e che sono sempre così interessanti per cogliere il metodo, la ricerca che avviene prima del risultato finale.
Una particolare scelta allestitiva? Le numerose finestre dello spazio, invece di essere semplicemente oscurate, sono diventate superfici per stampe di dettagli di opere non esposte come fosse un fuori-mostra che filtra la luce e aggiunge un tocco scenografico al percorso.
Fermarsi davanti a un acquerello e riconoscere la palude, le acque salmastre, un airone, lo stormo che attraversa il cielo invernale sopra le valli di Jesolo è già un atto di cura verso un territorio bellissimo e fragile, che va preservato.
Simona Cantoni





